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L'incanto di Ulisse

Un progetto narrativo/performatico a cura di Ugo Giacomazzi e Camillo Palmeri.
Per un massimo di 30 spettatori.

L'incanto di Ulisse

Un progetto narrativo/performatico a cura di Ugo Giacomazzi e Camillo Palmeri.
Per un massimo di 30 spettatori.

Nell’anno dedicato alla celebrazione di Dante Alighieri per il 700simo anniversario della sua morte, l’Ulisse del XXIII canto dell’Inferno viene scelto come personaggio ideale per affrontare un viaggio che ripone nella forza dell’utopia velleità e speranze di conquista. L’Uomo deve alla sua sete di conoscenza le grandi scoperte del progresso filosofico e tecnologico ma quando si oltrepassa il confine dell’Etica si rischia di sovvertire le leggi che regolano il rapporto con la Natura. A questo punto, che sia chiamata Dio o tsunami, proprio la Natura conquistata riassesta il suo equilibrio con la potenza che spesso non le riconosciamo e ci ricorda che di ubris si può morire.
Prendendo spunto da questo pensiero, racconteremo a un pubblico disposto a mettersi in viaggio con noi, non solo l’Ulisse dantesco ma l’archetipo che esso rappresenta: il viaggiatore indomito, l’uomo spregiudicato e l’uno, il nessuno e i centomila frammenti che lo compongono. Partiremo dal centro storico di Palermo, da quella piazza Bologni in cui si erge la statua di Carlo V, l’imperatore che si vantò di aver superato quelle colonne d’Ercole oltre le quali proprio Ulisse incontrò invece la morte. Il progresso di cui si vanta l’Uomo infatti è direttamente proporzionale ai limiti sempre maggiori che si propone di superare, ma qual è il confine tra evoluzione e involuzione? In questo viaggio come dei Dante e Virgilio contemporanei ci addentreremo in una Palermo che apparirà nuova perché simbolica e che rivelerà inaspettate prospettive al di là del tempo e dello spazio. Interrogandoci sul nostro passato, analizzando il presente potremo così farci delle domande che riguardano il nostro futuro.

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